Il binomio in Turismo Equestre
È un grosso errore pensare che prendere un cavallo ed andarsene in campagna sia facile come con una macchina fuoristrada...
In un momento di automatismo elettronico abnorme sono molti coloro che si avvicinano al turismo equestre con la mentalità del fuoristrada meccanico non pensando che i cavalli hanno molto olfatto, udito, vista e sono sopratutto dei sensitivi che sfruttano i campi magnetici naturali.
Eccovi la premessa per un ripasso del binomio durante il turismo equestre.
Il cavallo, amico insostituibile per prati e boschi si affida al suo cavaliere ed è perciò necessario che chi lo monta sia sereno e preparato, non disdegnando qualche ora di rettangolo per cercare le necessaria simbiosi, prima con lavoro di direzione e conduzione in piano per poi passare a qualche barriera al suolo ed anche a qualche cavalletto, instaurando un rapporto di fiducia reciproca che poi in campagna sarà indispensabile per affrontare novità ed imprevisti.
Innanzitutto è sconsigliabile uscire da soli, le prime volte è meglio la compagnia di un binomio esperto, perchè un semplice sacchetto di plastica, un cane che abbaia o una macchina agricola potrebbero allarmare il nostro amico cavallo che si calmerà se si trova in compagnia non solo di altri binomi ma se il suo cavaliere parlandogli con tono pacato e suadente lo inviterà ad avanzare.
E’ raro, ma capita che talvolta il cavallo prenda il cosiddetto “telegramma” , in poche parole cerchi di sottrarsi all’azione della mano, allora è il caso di dirigerlo verso una salita oppure, se si è in piano, cercare di metterlo in volta, evitate assolutamente di attaccarvi alle redini e tirare.
Un grosso errore è pensare che prendere un cavallo ed andarsene in campagna sia facile come con una macchina fuoristrada, ricordate sempre che i cavalli appartengono alle prede e non ai predatori perciò si fidano di noi e… anche se in branco, sono assolutamente attenti e timorosi, perciò, occorre un minimo di pratica prima dell’avventura.
Ricordate inoltre che entrando nei boschi, il cavallo calcola esclusivamente le proprie misure d’ingombro ed è perciò utile abituarsi a passare non troppo vicino alle piante o ai rami bassi.
Queste brevi e poche premesse sono solo l’inizio dell’argomento “turismo equestre” ma sono sicuro che il buon senso, l’amore per l’equitazione e soprattutto un buon professionista saprà preparavi e consigliarvi affinché ogni gita con il vostro amico cavallo, rimanga un ricordo indelebile nel reparto della vostra mente, chiamato: giorni felici.
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Pubblicato il 17/Apr/2009
Pubblicato il 17/Apr/2009







