La colpa!
Tutti sempre pronti ad asserire che: “…la colpa è del cavallo”. Vero?
Che si tratti di una caduta o di un rifiuto (e molte altre cose), noi difficilmente ammettiamo di avere sbagliato; quante volte ho sentito dire: “il cavallo mi ha buttato giù”, ma quando mai? Siamo noi eventualmente che non siamo riusciti a controllare uno scarto improvviso o semplicemente una fermata o un cambio di andature.
Sì, la vera colpa del cavallo è quella di averci servizievolmente sopportati per molti millenni, in cambio (se tutto va bene) di un poco di cibo e forse una sottospecie di ricovero ma senza pensare alle privazioni a lui arrecate, come la libertà e la dignità di essere l’animale più elegante, perfetto e socievole del mondo.
Odio quelli che usano il frustino, soprattutto come punizione e con cattiveria e non …un leggero tocco di incitamento, la voce è senza ombra di dubbio doppiamente efficace e fa si che il rapporto uomo-cavallo rimanga solido, durevole ed inalterato.
"Il cavallo mi ha dato un calcio"... è quasi sempre una bugia, perché troppe volte confondiamo una difesa naturale con una offesa volontaria; ricordate: cavallo che calcia o morde difficilmente diventa adulto.
Noi, con molta modestia dobbiamo imparare ad entrare nel suo mondo, in punta di piedi e soprattutto, chiedendo permesso.
Che tradotto in parole semplici è imparare, imparare e imparare ancora, troppi sono coloro che alla domanda: "sai andare a cavallo?" rispondono di sì e magari ci sono stati sopra a malapena alcune volte. La risposta dovrebbe essere : cerco di disturbarlo il meno possibile perché il più bravo dei cavalieri in un minuto, almeno per 40 secondi non è in sintonia e simbiosi con i movimenti del cavallo ed i suoi equilibri.
Ma veniamo a coloro che parlano di raccogliere il cavallo o cose simili. Ma come, vogliono insegnare ad un cavallo a fare il cavallo?!
Che si armino di modestia e studiando gli atteggiamenti del cavallo scosso, libero, in atteggiamento naturale, cerchino di farne tesoro seguendolo nei movimenti stessi senza fare sfoggio di stupidi interventi esibizionistici.
Due parole anche su quei saltatori che misurano la vita in centimetri: l’importante, non è chi va più in alto ma come si arriva a saltare più in alto.
Applicatevi di più altrimenti non potremo più pronunciare la parola: equitazione.
A cura di Emanuele Bolla,
tecnico Federale di 3° livello (F.I.S.E.-C.O.N.I.) in Equitazione di Campagna, Giudice Nazionale di Endurance, capo equipe di squadre nazionali ufficiali, Atleta Azzurro e fondatore del C.I.T. “Club Ippico Ticino”.