La prima cena nel bosco a cavallo
Umbria (Terni) dal: 23/6/2008 al: 30/9/2008
Non capita che durante la settimana, in una campagna tranquilla, per niente animata, buona parte della popolazione de La Casella è spinta dal desiderio di farsi a piedi più di un’ora di cammino per raggiungere il luogo dove serviamo la cena.
A cavallo non abbiamo ancora tante adesioni ma alla fine tra noi e alcuni ospiti formiamo un gruppetto di 7 cavalieri.
Immediatamente si muove la macchina organizzativa. E’ venerdì 20, fra due giorni c’è il solstizio d’estate, la luna è piena.
Selliamo i cavalli e alle 18,30 in punto partiamo.
Le andature da prendere in considerazione non devono essere spinte.
Portiamo con noi persone che non montano da tanto tempo e già l’idea di tornare di notte al buio ha creato un pò di ansia anche se poi l’idea dell’avventura ha vinto sulla paura.
Percorriamo per due ore, quasi tutto al passo, l’intero sentiero del Bosco Dell’Elmo, che, devo essere sincero, per le innumerevoli volte fatto a cavallo, desta sempre tanta meraviglia. La vegetazione, a causa delle tante piogge dei giorni passati, è molto fitta e verde.
Le acque del fiume Chiani sono più abbondanti del solito e limacciose, ma gli attraversamenti si fanno senza nessuna preoccupazione.
Sull’ultimo guado, prima della sosta , lasciamo che i cavalli si dissetino anche se l’acqua non è limpida. Noi umani non ci saremmo nemmeno bagnati la faccia. Ma i cavalli sanno ……!!!
Quando arriviamo nella radura fuori dal bosco la tavola è già tutta imbandita, il fuoco è acceso e già una bella brace è pronta.
Assicuriamo i cavalli alla sosta .
Viorello ci viene incontro con un boccione d’acqua e un asciugamano da campo.
Ci laviamo le mani e ci precipitiamo a bere il primo bicchiere della sera .
Intanto a piccoli gruppi arrivano anche i nostri amici camminatori, per niente stanchi, e sul viso l’espressione della felicità per la ritrovata capacità a camminare un pò di più e nella natura.
Segue il rito della cena tra brindisi e canti più o meno intonati.
Il prosciutto tagliato grosso insieme ad un pecorino locale si mangia con le mani mentre ci viene servito una bruschetta al pomodoro, l’aglio è a parte.
La lasagna, e la carne alla brace: salcicce, costolette e bistecchine dell’allevamento de La Casella.
Una macedonia di frutta fresca servita nel bicchiere del vino. Caffè e grappa a conclusione.
Per chi non c’è mai stato lo stupore è tanto. A tratti si intravede sopra di noi, nascoste dalle foglie fitte degli alberi, qualche stella. Un leggero bagliore comincia ad illuminare un pò più il cielo, è la luna che scavalla la collina del monte Peglia
Cavalieri a cavallo !!!!
Il grido di rito che richiama tutti i cavalieri a risistemare le selle e a montare a cavallo.
Anche i camminatori si ricompattano. Qualche torcia gira tra le mani.
Tra i cavalieri questo non è permesso. Si ritorna rigorosamente con la sola luce delle stelle .
Il primo tratto è tutto in silenzio ci si deve rendere conto del comportamento del cavallo, la scusa !
Forse è della propria reazione a camminare al buio a cavallo, quella leggera tensione che svanisce dopo un pò. Qualche canto, chiamarsi a vicenda, e lo stupore delle lucciole che ci accompagnano.
La luna comincia a farsi vedere e illumina la strada .
Nel sottobosco ci si affida tutti al cavallo che sa dove andare .
C’è un pò di meraviglia quando ci si accorge di essere prossimi alla scuderia .
Troppo presto forse il ritorno, no, va bene così, siamo stati più di un’ora ancora a cavallo.
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